Materia d’esame · R.D.L. 652/1939 · D.P.R. 1142/1949

Quiz di Catasto e Urbanistica per l’esame da Agente Immobiliare: programma e quesiti 2026

Programma di Catasto e Urbanistica per l’esame da agente immobiliare in Camera di Commercio, novità normative in vigore nel 2026 e 10 quesiti commentati, tratti dai 100 della banca dati di ImmoQuiz.

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Catasto · difficoltà media

Come si determina la rendita catastale di un'unità immobiliare urbana di categoria A (abitazioni)?

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Programma ministeriale · D.M. 300/1990

Cosa si studia in Catasto e Urbanistica

Il catasto comprende il Catasto Terreni e il Catasto Fabbricati, le categorie e le classi, la consistenza, la rendita e il valore catastale, le visure, le planimetrie e gli atti di aggiornamento DOCFA e PREGEO.

Per la circolazione degli immobili contano la conformità catastale negli atti (art. 29, c. 1-bis, L. 52/1985) e la regolarità urbanistica: titoli edilizi, stato legittimo, sanatorie e certificato di destinazione urbanistica (D.P.R. 380/2001).

  • R.D.L. 652/1939
  • D.P.R. 1142/1949
  • Art. 52 D.P.R. 131/1986
  • Art. 29, c. 1-bis, L. 52/1985

Novità normative in vigore nel 2026

  • Salva Casa: tolleranze e stato legittimo

    Per gli interventi realizzati entro il 24 maggio 2024 le tolleranze costruttive vanno dal 2% al 6% in base alla superficie utile; lo stato legittimo può risultare dal titolo dell’ultimo intervento sull’intero immobile.

    Artt. 9-bis e 34-bis D.P.R. 380/2001 (D.L. 69/2024, L. 105/2024)

  • Sanatoria delle parziali difformità

    Il nuovo accertamento di conformità richiede la conformità urbanistica al momento della domanda e quella edilizia al momento della realizzazione.

    Art. 36-bis D.P.R. 380/2001

Quesiti commentati

10 quesiti di Catasto e Urbanistica con risposta e commento

Ogni quesito riporta la risposta corretta, la spiegazione in tre frasi e la norma di riferimento, nel testo vigente.

Quesito 1 · Catasto · difficoltà media

Un negozio C/1 ha rendita catastale di 1.000 €. Qual è il suo valore catastale ai fini dell'imposta di registro?

  1. A40.800 €
  2. B63.000 €
  3. C126.000 €
  4. D42.840 €Risposta corretta

Commento: Per i negozi C/1 la rendita va rivalutata del 5% e moltiplicata per 40,8, cioè un moltiplicatore complessivo di 42,84. Il calcolo è quindi 1.000 € × 42,84 = 42.840 €. Il valore di 40.800 € è l'errore tipico di chi dimentica la rivalutazione del 5%.

Riferimento normativo: Art. 52 D.P.R. 131/1986; L. 662/1996

Quesito 2 · Catasto · difficoltà media

Un'abitazione A/3 ha consistenza di 5,5 vani e la tariffa d'estimo è 120 € per vano. Qual è la rendita catastale?

  1. A600 €
  2. B660 €Risposta corretta
  3. C550 €
  4. D693 €

Commento: Per le unità del gruppo A la rendita si ottiene moltiplicando la consistenza in vani catastali per la tariffa d'estimo. Il calcolo è 5,5 vani × 120 € = 660 €. La tariffa dipende da zona censuaria, categoria e classe dell'unità.

Riferimento normativo: D.P.R. 1142/1949

Quesito 3 · Catasto · difficoltà facile

In quale categoria catastale si censisce un lastrico solare dichiarato come unità autonoma, privo di rendita?

  1. AF/5Risposta corretta
  2. BF/1
  3. CC/2
  4. DA/10

Commento: La categoria F/5 comprende i lastrici solari censiti come unità immobiliari autonome, prive di rendita. Le categorie del gruppo F sono fittizie: identificano in catasto unità che non producono reddito, come le aree urbane (F/1), le unità collabenti (F/2) e quelle in corso di costruzione (F/3) o di definizione (F/4). Poiché manca la rendita, nella vendita di queste unità non si può applicare il prezzo-valore.

Riferimento normativo: Quadro generale delle categorie catastali; D.M. 28/1998

Quesito 4 · Catasto · difficoltà difficile

Un'abitazione ha 4 vani principali, 3 accessori a servizio diretto (bagno, ingresso, corridoio) e 2 accessori a servizio indiretto (cantina, soffitta). Qual è la consistenza catastale?

  1. A9 vani
  2. B7 vani
  3. C5,5 vaniRisposta corretta
  4. D6 vani

Commento: Nel Catasto Fabbricati la consistenza delle unità del gruppo A si esprime in vani catastali: ogni vano principale vale un vano, ogni accessorio a servizio diretto un terzo di vano e ogni accessorio a servizio indiretto un quarto di vano. La consistenza è quindi 4 + 3 × 1/3 + 2 × 1/4 = 4 + 1 + 0,5 = 5,5 vani. Il risultato, arrotondato al mezzo vano, è poi moltiplicato per la tariffa d'estimo per ottenere la rendita.

Riferimento normativo: D.P.R. 1142/1949

Quesito 5 · Catasto · difficoltà media

Per un'unità con superficie utile di 80 m², per interventi realizzati entro il 24 maggio 2024, quale tolleranza costruttiva prevede l'art. 34-bis del D.P.R. 380/2001?

  1. A2%
  2. B4%
  3. C6%
  4. D5%Risposta corretta

Commento: Il D.L. 69/2024 (Salva Casa), convertito dalla L. 105/2024, ha introdotto nell'art. 34-bis del D.P.R. 380/2001 tolleranze più ampie per gli interventi realizzati entro il 24 maggio 2024, graduate in base alla superficie utile. Le percentuali sono: 2% oltre 500 m², 3% tra 300 e 500 m², 4% tra 100 e 300 m², 5% sotto 100 m² e 6% sotto 60 m². Un'unità di 80 m² rientra quindi nella fascia del 5%, mentre per gli interventi successivi resta la tolleranza generale del 2%.

Riferimento normativo: Art. 34-bis, c. 1-bis, D.P.R. 380/2001 (D.L. 69/2024, L. 105/2024)

Quesito 6 · Catasto · difficoltà difficile

Secondo l'art. 9-bis, comma 1-bis, del D.P.R. 380/2001, lo stato legittimo di un immobile risulta di regola:

  1. ADalla sola planimetria catastale
  2. BDalla sola dichiarazione del venditore nell'atto
  3. CDal titolo che ne ha previsto la costruzione o che ha legittimato l'ultimo intervento sull'intero immobile, integrato dai titoli successiviRisposta corretta
  4. DDal certificato di destinazione urbanistica

Commento: L'art. 9-bis, comma 1-bis, del D.P.R. 380/2001 stabilisce che lo stato legittimo è quello risultante dal titolo che ha previsto la costruzione o che ha legittimato l'ultimo intervento sull'intero immobile o unità, integrato con gli eventuali titoli successivi relativi a interventi parziali. Dopo il Salva Casa il titolo dell'ultimo intervento è sufficiente a condizione che l'amministrazione, nel rilasciarlo, abbia verificato la legittimità dei titoli pregressi. Per gli immobili realizzati quando non era obbligatorio il titolo edilizio, lo stato legittimo si desume dalle informazioni catastali di primo impianto o da altri documenti probanti.

Riferimento normativo: Art. 9-bis, c. 1-bis, D.P.R. 380/2001 (mod. D.L. 69/2024)

Quesito 7 · Catasto · difficoltà media

Il proprietario ha avviato senza CILA lavori che la richiedevano e presenta la comunicazione spontaneamente mentre i lavori sono in corso. Quale sanzione paga?

  1. A1.000 €
  2. B333,33 €Risposta corretta
  3. C500 €
  4. DNessuna sanzione

Commento: L'art. 6-bis, comma 5, del D.P.R. 380/2001 punisce la mancata comunicazione asseverata dell'inizio dei lavori con la sanzione pecuniaria di 1.000 €. La sanzione è ridotta di due terzi se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando l'intervento è in corso di esecuzione. Si paga quindi 1.000 € / 3 = 333,33 €.

Riferimento normativo: Art. 6-bis, c. 5, D.P.R. 380/2001

Quesito 8 · Catasto · difficoltà difficile

Con l'accertamento di conformità dell'art. 36-bis D.P.R. 380/2001 (Salva Casa), per le parziali difformità e le variazioni essenziali serve la conformità:

  1. AUrbanistica ed edilizia sia alla realizzazione sia alla domanda
  2. BSolo edilizia al momento della domanda
  3. CNessuna conformità, basta pagare l'oblazione
  4. DUrbanistica al momento della domanda ed edilizia al momento della realizzazioneRisposta corretta

Commento: Il D.L. 69/2024, convertito dalla L. 105/2024, ha introdotto l'art. 36-bis del D.P.R. 380/2001 per le parziali difformità dal permesso di costruire o dalla SCIA alternativa, per gli interventi in assenza o difformità dalla SCIA e per le variazioni essenziali. In questi casi il titolo in sanatoria si ottiene se l'intervento è conforme alla disciplina urbanistica vigente al momento della presentazione della domanda e ai requisiti della disciplina edilizia vigente al momento della realizzazione. Si parla per questo di doppia conformità asimmetrica, distinta dalla doppia conformità piena dell'art. 36.

Riferimento normativo: Art. 36-bis D.P.R. 380/2001 (D.L. 69/2024, L. 105/2024)

Quesito 9 · Catasto · difficoltà media

Nella vendita di un terreno, il certificato di destinazione urbanistica (CDU) non va allegato all'atto se il terreno:

  1. AHa un valore inferiore a 50.000 €
  2. BÈ venduto tra parenti
  3. CÈ pertinenza di un edificio censito al catasto urbano e l'area ha superficie complessiva inferiore a 5.000 m²Risposta corretta
  4. DÈ un terreno agricolo di qualsiasi dimensione

Commento: L'art. 30, comma 2, del D.P.R. 380/2001 richiede che agli atti tra vivi aventi a oggetto il trasferimento o la costituzione di diritti reali su terreni sia allegato il certificato di destinazione urbanistica, a pena di nullità. Le disposizioni non si applicano quando i terreni costituiscono pertinenze di edifici censiti nel nuovo catasto edilizio urbano, purché la superficie complessiva dell'area di pertinenza sia inferiore a 5.000 m². Il certificato indica le prescrizioni urbanistiche riguardanti l'area interessata.

Riferimento normativo: Art. 30 D.P.R. 380/2001

Quesito 10 · Catasto · difficoltà facile

In quale categoria catastale si censiscono collegi, convitti, orfanotrofi, conventi e caserme?

  1. AB/1Risposta corretta
  2. BB/4
  3. CA/5
  4. DD/2

Commento: La categoria B/1 comprende collegi e convitti, educandati, ricoveri, orfanotrofi, ospizi, conventi, seminari e caserme. Il gruppo B raccoglie le unità immobiliari per uso alloggi collettivi e altre destinazioni di interesse collettivo, come gli uffici pubblici (B/4) e le scuole (B/5). La consistenza delle unità del gruppo B si esprime in metri cubi.

Riferimento normativo: Quadro generale delle categorie catastali

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